Le case vacanza non sfuggono al calo dei prezzi. Tratto da Sole 24 ore

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Professione esercitata ai sensi della legge
14 gennaio 2013, n.4 (G.U. n.22 del 26-1-2013)

Professione esercitata ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n.4 (G.U. n.22 del 26-1-2013)


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Le case vacanza non sfuggono al calo dei prezzi. Tratto da Sole 24 ore

La frenata più decisa si registra a Positano, dove le case costano il 7% in meno rispetto a un anno fa. Ma tutto il mercato turistico non sfugge al generale calo delle quotazioni immobiliari, con una media, secondo le elaborazioni di Nomisma, del -4,8% per le località più rinomate. La tenuta dei prezzi registrate negli scorsi anni sembra quindi cedere il passo alla "caduta della domanda sia italiana sia straniera", notano da Nomisma. Poche le differenza tra nord e sud e tra mare e montagna: si va dal -6% di Alassio (dove comunque i prezzi nelle zone di pregio si mantengono elevati, da 5.500 euro a 10mila al mq), al -6,4 di Cortina e il -5,8% di Porto Cervo (vedi la tabella completa). Parziali eccezioni a Canazei (-1%), Giardini Naxos e Loano (-1,1%). Stesso trend anche per gli affitti, che scendono del 3,2% su base annua, con il picco negativo che sfiora il 7% a Porto Cervo. Le previsioni, infine, lasciano poche speranze di ripresa a breve: le compravendite scenderanno di quasi il 5%, i prezzi del 4,5%, così le locazioni con i canoni in discesa del 3,8% e il numero di contratti del 3,3 per cento. "A risultare penalizzate - commenta Nomisma - sono state sia le località più rinomate, in cui è prevalsa la spinta all'uscita opportunistica dal settore, sia in misura lievemente più attenuata quelle di "seconda fascia", dove è invece la pressoché totale assenza di domanda, in parte legata al drastico ridimensionamento del credito al settore, ad avere accelerato il movimento ribassista". Il fenomeno sconta la redditività da locazione quasi sempre inadeguata anche a seguito di una fiscalità fattasi più gravosa. "A pesare sulle dinamiche – continua Nomisma - non è tanto l'Imu in sé (la cui incidenza in rapporto al valore del cespite risulta in linea generale contenuta), quanto la percezione che l'investimento immobiliare rappresenti l'obiettivo privilegiato delle manovre di finanza pubblica. Il valore segnaletico dell'immobiliare, associato alla tendenza ribassista, ha spinto in taluni casi a cercare di accorciare i tempi di disinvestimento. In un contesto illiquido, in virtù di una domanda a dir poco rarefatta, ciò si è tradotto in una tendenza alla flessione dei prezzi che nell'immediato non pare destinata ad attenuarsi".

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